Prima o poi ritornano!

E’ da due settimane che ho una gran voglia di scrivere, e sono ben consapevole di aver trascurato troppo questo blog! 😀 Sono scomparsa, senza neanche poi un motivo ben preciso, o meglio un motivo vero c’era fino ad Aprile ma poi per Maggio e Giugno non ho scuse! Confesso: questi mesi sono stati davvero pieni e confusi…

Ho fatto tante cose sia belle che brutte, sia grandi che piccole; ho agito spesso senza pormi troppe domande, senza pensare alle conseguenze, senza riflettere troppo sulle cose che mi circondavano (tratto che invece mi caratterizza o forse dovrei parlare al passato, non lo so). In ogni caso, così l’ago della mia bussola è impazzito, ed in questa caldissima serata di luglio con i libri sulla scrivania che richiamano la mia attenzione e un esame imminente, sento il bisogno di far quadrare le cose, di trovare la mia strada scrivendo un po’ quel che ho in testa. Ricordare, raccontare, condividere, mi farà solo bene.

La cosa più importante credo sia il fatto che mi sono laureata a metà aprile (laurea triennale in Ingegneria Ambientale), successivamente ho seguito parte del secondo semestre di lezioni del primo anno della magistrale (da aprile a fine giugno). Quindi per ora sono impegnata con lo studio di queste nuove materie. Ammetto di arrivare parecchio “in affanno” rispetto ai miei compagni (che, essendosi laureati nelle sessioni di febbraio e marzo, hanno avuto modo di seguire il secondo semestre dall’inizio e studiare quindi con calma); la mia testa non collabora affatto, ed il corpo vorrebbe muoversi molto di più. Per ora sto provando, senza neanche molta convinzione (altrimenti di certo non sarei qui a scrivere a quest’ora) a dare un secondo esame verso metà luglio, essendo all’oscuro dei risultati del primo esame che ho sostenuto (uno scritto).

Ho deciso, dopo mille esitazioni e ricerche, la mia meta Erasmus. Le borse di studio in Danimarca erano finite, così a Febbraio ho accettato (pur di poter partire) l’unica altra sede anglofona disponibile, ovvero Vilnius (Lituania). Anche questa meta è stata però ben presto eliminata, non a causa di preferenze personali (altrimenti non sarebbe stata una scelta così difficile) ma per pure questioni burocratiche. Detto in parole estremamente povere: ad Alicante posso sostenere quattro esami senza dover poi integrare nulla una volta tornata in Italia. Queste, in una facoltà come la mia, sono “congiunzioni astrali” immensamente favorevoli da non sottovalutare. Ho combattuto le mie paure nate dal fatto di non conoscere la lingua, ma alla fine, la settimana scorsa, è diventata ufficialmente la Spagna la mia destinazione 2013. (Sappiate che questo è accaduto poco dopo la finale degli Europei di calcio, quindi immaginate quante risate si siano fatte le persone che mi sono vicine e che sanno quanto io ami il calcio! :D) Scherzi a parte, sono contenta per la città (non molto più grande della mia) in cui dovrei riuscire a sostare tranquillamente, anche se non so una parola di spagnolo e mi trovo costretta ad impararlo in meno di sei mesi… Olè! xD

Ora che ho chiuso con la triennale, ho cominciato la magistrale e mi sono liberata momentaneamente dalla burocrazia Erasmus, ho davvero bisogno di staccare totalmente dall’Università. Tra le tante cose, almeno questa mi è ben chiara… Perché il mio senso del dovere (e con esso il senso di colpa) mi divorano alle volte, tanto da non farmi vivere serenamente né esperienze come un weekend fuori né banalissime serate con amici. Fortunatamente, complici internet e la mia conoscenza della località in questione (che ha ristretto di molto la ricerca, velocizzandola), sono riuscita a trovare last minute un appartamento in affitto al mare: una settimana lontana da tutto e tutti, a fine Luglio. Sto seriamente pensando di non portarmi nient’altro che vestiti, costume, occhialini e iPod. Che strana la vita: eviti la solitudine in modi più o meno consci per anni e poi la desideri più di ogni altra cosa!

Altre cose sparse, ma degne di nota (e di cui molto probabilmente ritornerò a parlare). Ho comprato una bici, per spostarmi in città più facilmente. Sono tornata “in solitaria” sul campo da basket e in vasca da 50 metri, conseguendo mediocri risultati. Sono stata a Torino cinque giorni, ed ho visto il concerto dei Coldplay. Ho visto veramente tanti, tanti, tanti film (sia in dvd che al cinema). Mi sono appassionata a nuove serie tv Fox come “Touch” o “New Girl”. Ho visto le ultime stagioni di serie che amo come “The Big Bang Theory” e “How I met your mother”. Ho ritrovato i miei dischi degli immensi Queen con grandissima gioia ed ho anche visto un concerto dei “White Queen” in cui è venuto fuori il peggio di me (come sempre d’altronde quando si tratta di musica live). 😆

Avendoli nominati prima, senza però dal loro il giusto spazio, vi saluto con una canzone dei sani, vecchi, Coldplay. Vado subito (dopo la canzone, si intende :D) a dormire, altrimenti domani anziché leggerlo il libro, lo userò come cuscino. Un abbraccio a tutti, vi auguro un buon weekend ed una buonanotte! 😉

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M’abituerò

Un mese un pò pieno questo Febbraio, causa esami essenzialmente. Ho parecchie cose di cui parlare, ma al tempo stesso non ne trovo mai la calma. Comincio pubblicando una canzone che mi accompagna da qualche giorno, scoperta “tardi”, ma sempre meglio di niente. 😀 E’ stata scritta per descrivere un rapporto di coppia finito, tuttavia il testo mi riporta alla mente tante altre situazioni diverse, sempre di “separazione” che ho vissuto e altri due allontanamenti che mi sono imposta di compiere per motivi personali… In ogni caso “M’abituerò!” 😉

M’abituerò a non trovarti…
M’abituerò a voltarmi e non ci sarai…
M’abituerò a non pensarti…
Quasi mai, quasi mai, quasi mai…
Alla fine c’è sempre uno strappo,
e c’è qualcuno che ha strappato di più;
non è mai qualcosa di esatto
chi ha dato ha dato e poi chi ha preso ha preso tutto quel che c’era…
Non conta più sapere chi ha ragione,
non conta avere l’ultima parola, ora…
M’abituerò a non trovarti…
M’abituerò a voltarmi e non ci sarai…
M’abituerò a non pensarti…
Quasi mai, quasi mai, quasi mai…
Alla fine non è mai la fine,
ma qualche fine dura un po’ di più…
Da qui in poi si può solo andare,
ognuno come può portando nel bagaglio quel che c’era…
E le macerie dopo la bufera…
Ricordi belli come un dispiacere, ora…
M’abituerò a non trovarti…
M’abituerò a voltarmi e non ci sarai…
M’abituerò a non pensarti…
Quasi mai, quasi mai, quasi mai…

Nice pics!

Sul web si trova davvero di tutto, me ne sono resa conto girovagando un pò durante le insonni serate pre esame di questo mese. Tra vendite strambe e siti strani, ho trovato qualche foto che voglio condividere con voi poichè le ho trovate estremamente divertenti. 😀

Per i fan di “The Big Bang Theory” 😉Per i fan di “Harry Potter” 😉Per i fan di “Star Wars” 😉Questa è in assoluto la mia preferita, io l’ho ripostata commentando “…Also The Empire needs Environmental Engineers!” Con evidente riferimento alla mia Facoltà. xD
(Per chi festeggerà, buon Carnevale a tutti! :D)

“Sua signoria aerea”

Ritorno velocemente su queste pagine stasera per ricordare il compleanno del mio più grande idolo. Un cestista che ha fatto la storia del Basket con le sue giocate rivoluzionarie, e a cui tutti i grandi giocatori di ora si ispirano in fondo… 😉 Conservo gelosamente la sua divisa dei Bulls che usavo per allenarmi da bambina, ed ovviamente cassetta e dvd di “Space Jam”, che altrettanto ovviamente è il mio film in assoluto preferito.

Andando un attimo oltre lo spettacolo che ha dato in tutti gli anni passati sul campo di gioco, mi ha sempre colpito la spontaneità con cui giocava. Come se quei gesti fossero del tutto naturali. Soprattutto chi ha giocato, o gioca, sa cosa voglio dire;  fare un canestro con un gancio, o appoggiando lievemente al tabellone senza subire o fare fallo, tirare da 3 con la stessa tranquillità di un tiro libero, ma soprattutto letteralmente volare sugli avversari: cose impossibili, tranne che per lui. Ed è per questo che rimarrà il più grande di sempre. ♥

“La caduta dei giganti”

Finalmente riesco a trovare una ventina di minuti di tempo per parlarvi di un libro che invece mi ha “rubato” ben tre mesi di letture serali dell’anno scorso. 😉

Chi mi regala qualcosa scritta da Ken Follett, devo ammetterlo, è sicuro di fare centro. E’ uno di quei pochi autori di cui ho letto libri “in serie” dopo essermene innamorata. E’ successo con lui, con “il primo” Faletti [Io uccido+Niente di vero tranne gli occhi+Fuori da un evidente destino, letti nel giro di due mesi. :D] e con Tolkien… Comunque il libro non a caso mi è stato regalato da mia madre, furbamente in estate (periodo di non esami) in modo tale da potermi concedere lunghe letture nel caso in cui la trama mi appassionasse, come è accaduto con gli altri che ho letto.

In realtà devo dire che la trama non è originalissima. Presumo sia un pò “il rischio” dei romanzi storici in fin dei conti: leggere qualcosa di già noto. “La caduta dei giganti” è il primo romanzo di una trilogia ambientata tutta nel ventesimo secolo, quindi il quadro storico di questa prima parte è compreso tra fine ‘800 e il 1924. Gli eventi fondamentali sono la Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione Russa, ma non mancano temi “sociali” come la lotta per il suffragio femminile e i diritti dei lavoratori. Lo spessore storico e culturale di questi eventi non rende però meno rilevanti le vicende delle cinque famiglie protagoniste contemporaneamente della narrazione intrecciata. Ogni realtà sociale è inoltre rappresentata: aristocratici conservatori, militari, diplomatici, donne dalle idee moderne… I personaggi sono come al solito tanti, ed interagiscono spesso con persone realmente esistite e coinvolte nelle vicende storiche narrate, in modo abbastanza verosimile.

Un libro insomma che non delude gli appassionati dell’autore e/o del genere, ma in troppi punti non entusiasma neanche. Non mi resta che attendere pazientemente “Winter of the World” previsto per la seconda metà del 2012. In ogni caso sarà una “grande” avventura anche il secondo volume. 😀